04 DIC 2018

10 trend strategici dell’Internet of Things di Gartner per il 2019

L’Internet delle cose (IoT) è un trend la cui crescita non si può detenere. Di conseguenza è essenziale l’investimento nell’Internet of Things, come ha ribadito anche Nick Jones, vicepresidente di Gartner: “I CIO che padroneggiano le tendenze innovative IoT hanno l’opportunità di guidare l’innovazione digitale nei loro business”. Naturalmente, per poter padroneggiare tali trend dell’IoT, bisognerà avere competenze e partner giusti.

Al fine di indirizzare gli investimenti delle aziende, Gartner ha stilato la lista dei 10 trend strategici dell’Internet of Things (IoT) per il 2019.

Come abbiamo già visto nel precedente articolo sui 10 trend tecnologici del 2019 per Gartner, anche nei trend per l’IoT di Gartner l’intelligenza artificiale non manca!

  1. intelligenza artificiale;
  2. IoT sociale, legale ed etico;
  3. infonomics e Data Broking;
  4. dall’Intelligent Edge all’Intelligent Mesh;
  5. governance dell’IoT;
  6. innovazione dei sensori;
  7. hardware e sistemi operativi affidabili;
  8. nuove user experience IoT;
  9. silicon Chip Innovation;
  10. nuove tecnologie di rete wireless per l’IoT.

 

Intelligenza artificiale

La crescita dei dispositivi IoT non si può fermare: 14,2 miliardi di oggetti connessi nel 2019, 25 miliardi per il 2021, queste le stime di Gartner. Naturalmente, con l’aumento dei dispositivi connessi, aumenta anche la quantità di dati prodotta. L’intelligenza artificiale potrà aiutare le aziende nell’analisi di questa grande mole di dati. Le informazioni ricavate dai dati, infatti, potranno determinare il successo delle aziende nel lungo termine. L’intelligenza artificiale, inoltre, potrà essere impiegata con ottimi risultati in molte situazioni IoT.

 

 

IoT sociale, legale e etico

All’aumentare la quantità dei dati prodotta dai dispositivi IoT, aumenterà anche l’importanza di una serie di questioni sociali, legali ed etiche come la privacy, la proprietà dei dati e la conformità con i vari regolamenti in vigore, come il GDPR.

 

Infonomics e Data Broking

Grandi quantità di dati: oltre a ricavare informazioni utili dai dati, questi possono essere venduti (ed acquistati). L’infonomics, quindi, diventa un vero e proprio asset strategico per le organizzazioni che devono comprendere ed analizzare tutti i rischi e le opportunità legati all’intermediazione dei dati (data broking).

 

Dall’Intelligent Edge all’Intelligent Mesh

Nell’universo IoT si sta già assistendo allo spostamento dalle architetture centralizzate e cloud a quelle edge. Da questa architettura ordinata, però, si passerà ad una non strutturata comprendente una vasta gamma di “cose” e servizi connessi, in una mesh dinamica. Grazie alle architetture mesh i sistemi IoT saranno più intelligenti, reattivi e flessibili, anche se non mancheranno complessità, per questo le organizzazioni devono rivedere la propria infrastruttura IT dotandola di personale qualificato.

 

Governance dell’IoT

Con l’espansione inarrestabile del trend IoT, le organizzazioni devono dotarsi di un opportuno framework di governance per assicurare correttamente la creazione, l’archiviazione, l’utilizzo, la cancellazione delle informazioni e l’aggiornamento dei firmware relativi ai progetti IoT.

 

L’innovazione dei sensori

Anche il mercato dei sensori è in forte evoluzione, evoluzione che non si fermerà fino al 2023. I nuovi sensori rileveranno una gamma più ampia di situazioni ed eventi. Naturalmente il prezzo dei sensori attuali o scenderà o i sensori dovranno, in qualche modo, essere adattati per poter supportare le nuove applicazioni. I consigli per le organizzazioni? Monitorare le innovazioni nel campo dei sensori così da identificare quelle più proficue per il proprio business.

 

Hardware e sistemi operativi affidabili

Le organizzazioni che implementano sistemi IoT, siccome non hanno il controllo sull’origine del software e dell’hardware usati dai dispositivi IoT, si concentrano ampiamente sull’aspetto di sicurezza informatica per prevenire eventuali attacchi. Secondo Jones, però, entro il 2023 le organizzazioni si focalizzeranno ancor di più sugli aspetti di sicurezza implementando combinazioni di hardware e software che rendano i dispositivi IoT più affidabili e sicuri.

 

Nuove User Experience IoT

La User Experience (UX) IoT sarà guidata da cinque fattori: nuovi sensori, nuovi algoritmi, nuove architetture e contesti d’esperienza, esperienze socialmente consapevoli e nuove tecnologie per il design dell’UX. Queste nuove tecnologie dovranno considerare che sempre più spesso gli utenti interagiscono con i dispositivi IoT senza l’uso di schermi e tastiere.

 

Silicon Chip Innovation

“Attualmente, la maggior parte dei dispositivi endpoint IoT usa processori convenzionali, con architetture ARM low-power particolarmente apprezzate. Tuttavia, i set di istruzioni e le architetture di memoria tradizionali non sono adatti a tutte le attività che gli endpoint devono eseguire”. Questo quanto affermato da Jones, presentando i trend strategici dell’Internet of Things, che ha aggiunto che le prestazioni delle reti neurali profonde sono spesso limitate dalla larghezza di banda della memoria, piuttosto che dalla potenza di elaborazione. Gartner, però, è fiducioso che, entro il 2023, ci saranno chip specializzati che ridurranno il consumo energetico necessario per eseguire le reti neuronali profonde. Grazie a questi chip, gli endpoint IoT potranno godere di nuove funzioni come l’analisi dei dati ed il riconoscimento vocale.

 

Nuove tecnologie di rete wireless per l’IoT

Le attuali tecnologie di networking non riescono a bilanciare ed ottimizzare tutte le caratteristiche di cui il networking IoT avrebbe bisogno: costi di endpoint, consumo energetico, larghezza di banda, latenza, densità di connessioni, costi operativi, qualità del servizio e range. Secondo Gartner sono prossime nuove tecnologie di rete IoT che permetteranno alle organizzazioni di avere più scelta, ma soprattutto più flessibilità. Gartner, inoltre, aggiunge che essendo la rete 5G prossima, sarebbe bene che le organizzazioni iniziassero a studiarla e valutarla.

Redatto da Lucia D’Adamo

 

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