17 APR 2018

Industria 4.0: big data, machine learning, cloud, che ruolo rivestirà l’IT?

Industria 4.0, un termine che ormai riecheggia sempre: cambierà il mercato del lavoro, aumenterà la produttività a discapito dei posti di lavoro, attraverso le Leggi di Bilancio il governo vuole promuovere il passaggio a quella che potrebbe essere una quarta rivoluzione industriale, mancano le competenze per affrontare questo passaggio… Inoltre ne abbiamo discusso anche quando vi abbiamo presentato l’Hannover Messe essendo un tema cardine della fiera che si terrà a fine aprile. Tra l’altro l’espressione Industrie 4.0 è stata usata per la prima volta nel 2011, proprio durante la Fiera di Hannover. Volendo riassumere, si discute molto di Industria 4.0, ma di cosa si tratta con esattezza?

Dall’Industria 1.0 alla 4.0

Di rivoluzioni industriali se ne sono già affrontate e come esiste la dicitura “Industria 4.0”, esistono anche quelle 1.0, 2.0 e 3.0:

  • Industria 1.0: la si può inquadrare nel 1784 quando nasce la macchina a vapore e per meccanizzare la produzione si sfruttano la potenza dell’acqua e del vapore;
  • Industria 2.0: quasi 100 anni dopo (nel 1870) si verificano nuovi cambiamenti con la produzione di massa, l’uso sempre più diffuso dell’elettricità, l’apparizione del motore a scoppio e l’utilizzo del petrolio come fonte energetica;
  • Industria 3.0: l’informatica va facendosi strada ed acquistando, giorno dopo giorno, sempre più terreno aumentando la produttività grazie all’automazione;
  • Industria 4.0: arriviamo ai giorni nostri con quella che potrebbe essere la nuova rivoluzione industriale che porterà alla produzione industriale completamente automatizzata e interconnessa.

L'evoluzione dell'industria: dall'1.0 all'industria 4.0

L’Industria 4.0

Le direttrici di sviluppo delle tecnologie digitali di questa quarta rivoluzione industriale saranno 4 e riguarderanno:

  • l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività: entrano in gioco le tecnologie legate al cloud computing, l’Internet of Things, i big data e gli open data. Tutte queste tecnologie si occuperanno di reperire i dati e conservarli;
  • gli analytics: immagazzinare i dati ha senso soprattutto in un’ottica di utilizzo di questi che da dati diventano informazioni. Attualmente sono pochi i dati che vengono utilizzati dalle imprese le quali, di conseguenza, rinunciano a molti vantaggi;
  • l’interazione tra uomo e macchina: potrà essere facilitata, col risultato di aumentare le proprie prestazioni, dalla realtà aumentata e dalle interfacce touch;
  • l’ultima direttrice riguarda il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale”: stampa 3, robotica, comunicazione, manifattura additiva ed interazione machine-to-machine.

Industria 4.0 e mercato del lavoro

Sempre più automazione, quali sono le conseguenze per il mercato del lavoro? Come ha evidenziato la ricerca “The Future of Jobs” presentata al World Economic Forum, si creeranno 2 milioni di posti di lavoro che riguarderanno l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria. Al tempo stesso, però, ne spariranno 7 e tirando le somme si avrà un saldo netto negativo di oltre 5 milioni di posti di lavoro persi. Le posizioni perse riguarderanno soprattutto le aree di produzione ed amministrative. Non è un quadro positivo che inoltre cambierà le competenze e le abilità ricercate. Nello studio emerge che la soft skill più ricercata per il 2020 sarà il problem solving accompagnate dall’importanza della creatività e del pensiero critico.

Nella Legge di Bilancio del governo, oltre agli incentivi fiscali per l’acquisto di macchinari e beni digitali (iper ammortamento e super ammortamento) sono previsti anche incentivi per promuovere l’aggiornamento e la formazione per venire incontro alle conoscenze richieste dall’Industria 4.0. In particolare l’incentivo sarebbe un credito d’imposta (con un importo massimo annuale del bonus di 300milaeuro) pari al 40%. Tuttavia il 40% non è il costo del corso seguito dall’imprenditore e/o dai suoi dipendenti, ma il «costo aziendale del personale dipendente» (retribuzione e contributi a carico del datore), sostenuto nel periodo in cui questi sarà «occupato in attività di formazione». La Legge di Bilancio in relazione agli incentivi per la formazione ed aggiornamento delle competenze, prevede molto altro, a tal fine è interessante l’articolo de Il Sole 24 Ore.

Big Data, cloud, machine learning, tecnologie digitali, l’informatica rivoluzioneranno sempre più la nostra società, la nostra quotidianità ed il mondo lavorativo. Una delle chiavi vincenti è tenersi sempre aggiornati, come facciamo in Consulthink: per noi le tecnologie IT sono il nostro pane quotidiano proponendo ogni giorno nuove soluzioni innovative!

Redatto da Lucia D’Adamo, supervisionato da Marco Pirrone

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