19 DIC 2017

Sistemi di archiviazione dei dati aziendali: utilizzo, benefici, supporti

Qualsiasi azienda attiva sul mercato, indipendentemente dal settore, dalla tipologia di azienda e dalle dimensioni, ha la necessità di dotarsi di un sistema di archiviazione dati sicuro e robusto. I dati sono oggi, a tutti gli effetti, un patrimonio aziendale e come tale devono essere salvaguardati. Soprattutto, in un’ottica di tutela, privacy e concorrenza, i dati aziendali sono un elemento sensibile e possono finire nelle mani di pirati informatici.

Diversi sono i sistemi per comprimere e criptare i dati, così come diversi sono i sistemi di archiviazione dei dati e i supporti sui quali è possibile conservarli. Vediamo in dettaglio alcune tra le variabili da tenere in considerazione quando l’azienda deve decidere dove e come archiviare i propri dati.

Archiviare i dati aziendali, quali sono i sistemi e i supporti idonei?

Sistemi Storage
I sistemi di storage sono, semplicemente, dei sistemi che si occupano di memorizzare dati. Esistono tipologie diverse di storage. Ad esempio, possiamo avere un piccolo server in una rete aziendale, collegato a 10-20 computer in ufficio, e dotato di alcuni hard disk, oppure armadi SAN (Storage Area Network) che contengono centinaia di hard disk. Un altro metodo per conservare i dati aziendali è utilizzare tecnologie cloud che distribuiscono i dati usando datacenter in tutto il mondo.

Supporti per l’archiviazione

I supporti standard attuali sono hard disk (HDD – archiviazione magnetica su dischi di metallo che girano ad alta velocità) e solid state (SSD – stesso tipo di memoria flash usate nei cellulari). Gli HDD sono più economici, gli SSD sono più veloci.

Comprimere e criptare i dati per l’archiviazione

I dati devono essere cifrati se sono dati sensibili che vengono memorizzati su sistemi esterni all’azienda (cloud) o anche su sistemi interni, ma rappresentano dati delicati. Bisogna però avere una corretta gestione delle chiavi di cifratura: parecchi dei furti di dati avvenuti in tempi recenti ha coinvolto dati cifrati in cui le chiavi non erano protette adeguatamente.

Differenze fra backup e archiviazione dati

Il backup è una copia dei dati (e spesso anche delle applicazioni) presenti sul computer, si fa a scopo di sicurezza per evitare la perdita di dati. Con archiviazione dati intendiamo invece la creazione di un sistema di dati aziendali, ai quali tutti gli utenti, nel rispetto delle policy aziendali, possono accedere.

Con l’avvento dei Big Data, occorre ampliare e considerare l’archiviazione di grandi volumi di dati. Infatti i big data ci costringono a progettare, gestire e mantenere sistemi di archiviazione dati capaci di gestire e processare volumi sempre maggiori.

Archiviare i dati aziendali, meglio in Cloud?

Nel caso dell’archiviazione dei dati con sistemi di Cloud occorre tenere in considerazione variabili diverse, cruciali per l’azienda. Di solito i costi per un sistema di archiviazione in cloud sono più bassi rispetto a quelli necessari per mettere in piedi e mantenere un proprio sistema di archiviazione dati. Ma non si possono valutare solo i costi senza tenere in conto le politiche aziendali: non tutti sono favorevoli a dare in outsourcing la gestione dei dati aziendali. Per questo, al fine di trovare il miglior equilibrio tra costi e politiche aziendali, spesso si ricorre a soluzioni ibride in cui una parte dei dati è sul cloud, mentre una parte, “critica”, rimane in azienda. Quando l’azienda si appresta a scegliere sulla base di politiche aziendali o su valutazione costi, occorre sempre ricordare che non sempre i sistemi aziendali sono più sicuri del cloud, perché possono essere vulnerabili e facilmente attaccabili.

Sistemi di archiviazione e ricercabilità dei dati: valutazioni e schemi

Una volta scelto il supporto ed il metodo di archiviazione, il processo non è ancora completo! È durante la fase di archiviazione che occorre prevedere anche un sistema di ricercabilità dei dati, ovvero un metodo di archiviazione che permetta di ricercare e trovare i dati archiviati anche a chi verrà dopo, anche a chi non ha ideato il sistema. Un esempio chiaro per spiegare i criteri di ricercabilità – quindi di archiviazione che precede – dei dati è quello degli elenchi del telefono. Il vecchio elenco del telefono riportava per ogni abbonato, in ordine alfabetico, il numero telefonico. Chi ha interagito con un elenco del telefono capisce che con un elenco è facile trovare il numero di un abbonato, dato il suo nome, ma se la domanda fosse stata “Ho trovato una chiamata persa sul mio cellulare, come faccio ad associarlo ad un nome?”, l’elenco non sarebbe stato poi così utile! Sarebbe servito un altro tipo di elenco, con le stesse informazioni (associazione nome-numero), ma ordinato per numero di telefono e non per nome.

La ricercabilità dei dati dipende fortemente dal tipo di dati e dalle informazioni che si vogliono ottenere. Spesso abbiamo sistemi ottimizzati per alcuni tipi di ricerche che poi vanno lentissimi non appena cambiamo il tipo di ricerche che vogliamo fare. È quindi fondamentale prevedere a monte gli utilizzi e le ricerche che si potrebbero associare al volume dei dati prima di passare all’archiviazione degli stessi.

Redatto da Lucia D’Adamo, in collaborazione di Luigi Laura, supervisionato da Marco Pirrone

 

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